APPUNTI NAPOLEONE BONAPARTE

APPUNTI NAPOLEONE BONAPARTE

APPUNTI NAPOLEONE BONAPARTE


Grande stratega militare e abile uomo politico, Napoleone divenne imperatore dei francesi nel 1804. La sua forte ambizione lo portò alla conquista di quasi tutta l’Europa. Grazie a lui, la Francia consolidò alcuni degli ideali e dei principi che avevano animato la Rivoluzione francese.

UN EROE DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE

Napoleone nacque il 15 agosto 1769 ad Ajaccio, in Corsica. Quando aveva nove anni, entrò all’Accademia militare di Francia e, grazie agli ottimi risultati, fu ammesso nel 1784 al Collegio militare di Parigi, dove divenne ufficiale d’artiglieria.

Nel 1789 seguì con entusiasmo lo scoppiò della Rivoluzione francese e si mise a disposizione dell’esercito rivoluzionario. Grazie alle sue doti militari, conquistò la città di Tolone, che si opponeva alle idee della Rivoluzione. Questa vittoria gli fece ottenere la promozione a generale di brigata.

LA CONQUISTA DEL POTERE

La seconda importante opportunità per la carriera militare del giovane Napoleone arrivò nel 1795, quando una folla arrabbiata cercò di rovesciare il governo rivoluzionario, chiamato Direttorio. Napoleone organizzò la difesa, ordinando di bombardare i rivoltosi se si fossero avvicinati troppo. La sua ricompensa fu il comando dell’esercito francese ai confini con l’Italia. Anche se le sue truppe erano poco equipaggiate, riuscì, contro ogni aspettativa, a sconfiggere gli austriaci.

Tra il 1796 e il 1798 conquistò quasi tutta la penisola italiana, che riorganizzò nella Repubblica Cispadana, nella Repubblica Cisalpina, nella Repubblica Romana e nella Repubblica Partenopea.

Napoleone ritornò a Parigi nel 1797, festeggiato come un eroe nazionale. Un anno dopo andò alla conquista dell’Egitto, a quel tempo governato dall’Impero ottomano. La prima campagna di Egitto fu un successo. La Gran Bretagna e altri paesi europei, preoccupati, dichiararono guerra alla Francia e la flotta francese fu sconfitta nella battaglia del Nilo.

Al suo ritorno in Francia, nel 1799, organizzò un colpo di stato e instaurò il Consolato. In qualità di Primo Console, concentrò nelle sue mani ampi poteri e, per ottenere l’appoggio dei cattolici francesi, migliorò i rapporti con la Chiesa, compromessi durante i primi anni della Rivoluzione.

IL NUOVO IMPERATORE DI FRANCIA

Nel 1802 si nominò console a vita e nel 1804 si fece consacrare dal papa, nella chiesa di Nôtre-Dame a Parigi, imperatore dei francesi con il nome di Napoleone I. A questo punto riorganizzò l’amministrazione dello Stato, sviluppò l’insegnamento e introdusse il Codice napoleonico, che stabiliva che la legge è uguale per tutti.

Intanto proseguì la guerra contro le nazioni europee che si erano coalizzate in varie alleanze: dopo aver conquistato l’Italia, annetté l’Olanda, la Prussia, il Portogallo e la Spagna. In ogni paese conquistato introdusse il Codice napoleonico. Nel 1805 sconfisse l’Austria nella battaglia di Austerlitz, ma fu battuto dalla flotta inglese nella battaglia di Trafalgar.

La sconfitta non bloccò la sua sete di conquista e negli anni seguenti riuscì a battere i suoi avversari in numerose battaglie. Intorno al 1810 Napoleone era a capo di un impero che si estendeva da Amsterdam a Roma e da Brest ad Amburgo.

LA DISFATTA IN RUSSIA

Il lungo periodo di guerra indebolì però la Francia. Ciononostante Napoleone non esitò a intraprendere la sua grande impresa: l’invasione della Russia. Nel 1812 organizzò un esercito di 600.000 uomini e attraversò il confine russo per andare alla conquista di Mosca. L’esercito francese fu però fermato dal gelido inverno russo e dalla tattica dell’esercito avversario di retrocedere davanti all’invasore lasciando dietro di sé villaggi e città svuotati e senza cibo. Solo 20.000 soldati riuscirono a tornare in Francia.

I “CENTO GIORNI” E L’ESILIO

Era l’inizio della fine di Napoleone. Dopo il fallimento della campagna di Russia, nel 1813 l’esercito di Napoleone fu sconfitto dalle potenze europee nella battaglia di Lipsia. Nel frattempo le popolazioni conquistate si ribellarono al dominio francese. Senza più nemmeno l’appoggio dell’esercito, nel 1814 Napoleone fu costretto ad abdicare e a ritirarsi sull’isola d’Elba. In Francia ritornò la monarchia e il re Luigi XVIII.

Nel marzo del 1815 Napoleone riuscì però a scappare dall’isola dell’Elba e con circa 1.000 uomini fedeli marciò su Parigi per riprendere il potere. Migliaia di persone lo seguirono e una folla festante lo accolse nella capitale. Il ritorno dell’imperatore non durò però molto. I famosi Cento Giorni terminarono con la battaglia di Waterloo che, nel giugno del 1815, pose fine al sogno di Napoleone.

Dopo Waterloo, Napoleone fu mandato in esilio nella sperduta isola di Sant’Elena, nell’Oceano Atlantico, dove morì nel 1821.

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