Anoressia Psicogena

Anoressia Psicogena

Anoressia Psicogena


Associazione di disturbi fisici e psichici che rifiutano sistematicamente il cibo con marcato dimagramento e cachessia, sesso femminile in età puberale, messa in atto di una serie di meccanismi per evitare di metabolizzare il cibo assunto (vomito o lassativi), rara nei ragazzi.

Sintomatologia

Sintomi iniziali spesso misconosciuti, disturbi gastrici rifiuto immotivato spesso vomito con stipsi ostinato non ben spiegabile, timori ed angosce di ingrassare ingiustificate, irrazionale convinzione di essere grasse, poi calo ponderale, circolo vizioso.

Il dimagramento è ormai chiaramente visibile e mantenuto con tutti i mezzi fino al 50% del peso iniziale.

Sono emaciate, ma vivaci attive con atteggiamento sempre vigile e attento, buona applicazione in campo intellettivo.

Amenorrea ma con persistenza dei peli e senza atrofia della ghiandola mammaria, < delle gonadotropine circolanti e < attività tiroidea.

Assoluta negazione della malattia.

Segni patognomonici:

  • Visione delirante della propria immagine
  • Alterazione dello stimolo percettivo della fame
  • Mancanza di consapevolezza della malattia
  • Apparente mancanza d’ansia
    1. Anoressia dell’infante
    2. Anoressia reattiva o isterica
    3. Anoressie dell’anziana

Carattere dell’anoressica

Simile all’ossessivo: fredde, astratte, asettiche nei rapporti, tendenti all’isolamento delle emozioni, mostrano la loro autonomia e le loro capacità intellettive. Tendenza compulsiva logorroica nel parlare. Tendenza manipolativa, ed invidiose con atteggiamento ipercritico.

Il rapporto con la madre è sempre gravemente disturbato, padre amato ed idealizzato che delude alla pubertà.

Psicodinamica

  1. Comportamento alimentare si integra e matura con la dialettica dei bisogni del bambino.
  2. All’inizio della pubertà c’è una crisi di originalità adolescenziale con dipendenza ed esigenza di autonomia.
  3. Digiuno è la manifestazione dell’opposizione e della lotta come lo sciopero della fame.

Il diventare donna la fa identificare con la madre e quindi l’anoressica si ribella, rifiutando il cibo per rendere il corpo evanescente è senz’altro il modo migliore per non assomigliare alla madre, opposizione che identifica l’autonomia anche se è una forma lenta di suicidio.

  1. L’anoressica esprime l’incapacità di assumere un ruolo sessuale.
  2. Conflitto centrale nell’immagine corporea non a livello alimentare.
  3. Immagine corporea deformata simile ad un delirio.

Fondamentale il ruolo della madre, equivalenza simbolica della madre con il cibo, in realtà la voglia di autonomia dell’anoressica si rivela fallimentare perché il suo corpo emaciato preoccupa maggiormente i genitori, acquisisce così la caratteristica di figlia unica e queste preoccupazioni rendono il legame con i genitore ancora più stretto.

Figura paterna idealizzata e distorta, investita libidicamente e tendente alla seduzione con investimento di fantasie incestuose represse,  compulsiva e masochistica con la proprio sessualità.

Difficoltà di identificazione della identità sessuale

Ora rivolge le ostilità per la madre verso il proprio corpo, privandolo e sottomettendolo.

Presenza di un IO ipertrofico e megalomane che sottomente e un corpo contro cui manifestare questo odio, scissione tra IO e corpo

D.D.:  Quadri organici,  depressione