ANALISI TERZO LIBRO DELL ENEIDE

ANALISI TERZO LIBRO DELL ENEIDE

ANALISI TERZO LIBRO DELL ENEIDE


Il libro III non è tra i più apprezzati, probabilmente per la mancanza di un nucleo centrale che possa colpire la fantasia del lettore, e per la sua struttura che può apparire monotona e poco attraente, essendo basata sulla continua ripresa del motivo viaggio-sosta. Rispetto al modello omerico costituito dai libri IX-XII dell’Odissea si rilevano profonde differenze, soprattutto nella concezione diversa che i due autori hanno del viaggio: in Omero risalta il gusto dell’avventura, il desiderio di conoscere il mondo e la certezza della propria meta; in Virgilio predominano l’incertezza del fine, l’insicurezza, il dubbio nell’interpretazione della volontà del Fato; non ci sono tanto attenzione e curiosità per il mondo esterno, ma coerentemente con il carattere “soggettivo” di questa poesia, ripiegamento su se stessi, sulla propria tragedia . Gli esuli sono spinti a vagar solo dalla volontà di scoprire la meta assegnata dal Fato, che resta però oscura, misteriosa, sfuggente. Per questo il Buchner ha definito il III libro come “ libro della ricerca” : ricerca della sede, della propria missione da parte di chi è convinto che solo nella precisa interpretazione dei voleri del fato e della loro esecuzione sta la speranza del successo per la propria opera. Tale condizione fa sì che gli esuli siano legati al passato e sentano il futuro come un incubo.Rientra in questa atmosfera di rimpianto per la patria perduta l’episodio di Andromaca, chiusa nel suo dolore e nei suoi ricordi, che con Eleno ha creduto di poter far rivivere il passato ricostruendo una piccola Troia.

La tensione e gli sforzi dei troiani non sono vani, perché nel III libro essi ottengono un progressivo chiarimento dello scopo del viaggio, ma solo nel VI libro , mediante l’incontro di Enea con Anchise nell’Ade, essi ottengono la certezza della sede promessa. 
Nel contesto dell’Eneide il III libro ha un valore simbolico: esso rappresenta il faticoso adeguarsi dell’uomo ad in compito storico che viene compreso lentamente nello sviluppo dei fatti.