ANALISI E METRICA DEI SEPOLCRI DI UGO FOSCOLO

ANALISI E METRICA DEI SEPOLCRI DI UGO FOSCOLO


Analisi della forma.
 
Il genere Dei sepolcri.
Foscolo definisce Dei Sepolcri, un carme,  cioè un genere di poesia impegnato e solenne. Carme deriva dal latino carmen che significa “verso, poesia” e indica, in particolare, alcuni componimenti poetici di forma classica volti a lodare un fatto, una persona o una consuetudine. Il riferimento implicito è alle Carmina cioè alle odi di Orazio Flacco.
 

La metrica Dei sepolcri.

I Sepolcri sono costituiti da 295 endecasillabi sciolti, cioè senza rima. Il carme è scritto in terza persona; è prevalente il discorso indiretto libero per cui Foscolo esprime essenzialmente il suo pensiero e la sua Weltanschauung. Il punto di vista è quello a focalizzazione zero, nel quale il narratore domina dall’alto gli avvenimenti, conosce le situazioni meglio dei personaggi di cui esplora il mondo interiore e interpreta i pensieri più intimi e segreti; il narratore conosce non solo il presente, ma anche il passato e il futuro dei personaggi. Si tratta di una narrazione diegetica, nella quale Foscolo giudica i fatti e rende evidente la propria presenza con interventi e giudizi.
 
Le figure retoriche Dei sepolcri.
 
Le figure retoriche sono parte essenziale della bellezza Dei sepolcri. Esse sono tante a cominciare dalla celebre domanda retorica dell’incipit; continuando vi è il perfetto parallelismo  tra le prime due interrogative retoriche (vv. 1 – 15) e le due interrogative dei vv. 23 – 29. I vv. 23 – 40 contrappongono al nichilismo dell’esordio una prospettiva di moderata positività. In questo modo è valorizzata, con l’aiuto della sintassi, la difficile dialettica tra materialismo cosmicamente sconsolato e materialismo civilmente fiducioso. Le altre figure retoriche sono: uso sistematico delle inversioni, iperbati, parole di origine latina, selezione raffinata del lessico, usi inediti o rari di sostantivi, tropi sublimi, metafore preziose, personificazioni ardue. I frequenti enjambements rafforzano il senso di difficoltà e di densità espressiva. Anche la metrica partecipa insomma alla scommessa audace di Foscolo, creatore di una originale poesia che non descrive, ma ragiona.
 
Il tono emotivo Dei sepolcri.

Il tono emotivo Dei sepolcri, alto e solenne, impetuoso e talora visionario, si ricollega, in effetti, a certa poesia greca. In particolare i fulminei passaggi da un argomento all’altro richiamano i voli pindarici, cioè gli sbalzi rapidi ed improvvisi che caratterizzano la poesia di Pindaro.  Lo stesso Foscolo ha definito il tono emotivo del carme nella lettera di risposta a Guillon quando scrisse: <<Ho desunto questo modo di poesia dai greci, i quali dalle antiche tradizioni traevano sentenze morali e politiche, presentandole non al sillogismo dei lettori, ma alla fantasia e al cuore>>.
 
La lexis e il linguaggio poetico Dei sepolcri.

Ciò che caratterizza Dei sepolcri sono le transizioni cioè i bruschi cambiamenti di prospettiva tra i concetti e le immagini. I concetti del carme non si susseguono logicamente l’un l’altro, ma sono espressi per quadri separati, tutti a sostegno della tesi centrale che sintetizza la visione della vita di Foscolo: grazie alla corrispondenza di amorosi sensi, tra l’estinto e i vivi, il sepolcro dà all’uomo l’illusione di potere sopravvivere alla morte, e anche quando i sepolcri degli uomini illustri saranno distrutti dal tempo sopravviverà la poesia come dispensatrice della gloria eterna.
Il linguaggio poetico Dei sepolcri è un linguaggio costituito e costruito con la più alta ricercatezza formale della tradizione della letteratura italiana, da Dante a Monti.

Aspetti estetici Dei sepolcri.

Gli aspetti estetici Dei sepolcri sono molti, diversi e notevoli. Il primo aspetto deriva dalla giustapposizione o transizione dei vari temi del Carme. Il secondo aspetto deriva dal carattere etico del carme. Il terzo aspetto deriva dalla spirito patriottico immerso nel carme. Il quarto aspetto si potrebbe definire aspetto romantico, poiché, non c’è dubbio che il carme trascini l’animo del lettore verso la bellezza estetica che emana l’opera. Il quinto aspetto deriva dallo stile sublime poiché il carme smuove le grandi passioni e i grandi sentimenti per la liberazione dell’Italia di allora e per l’unità dell’Italia di oggi contro le tendenze secessionistiche.

Commento e valutazione mie personali su Dei Sepolcri.

Io ho sempre amato Dei Sepolcri, perché mi hanno sempre suscitato un sentimento estetico particolare ed intenso. Come già detto, trovo molti temi del carme ormai caduchi, ma il fascino estetico rimane intatto e pieno, dovuto alla sua raffinata lexis, ai sentimenti espressi e agli ideali di libertà che contiene. Io amo la poesia e, dunque, amo Dei Sepolcri che proclamano l’ideale che la poesia sia una delle produzioni più libere dello spirito umano. Io amo la poesia e, dunque, amo Dei Sepolcri che soddisfano il mio bisogno estetico e sostengono il bisogno dell’immortalità dell’uomo, perché io aspiro a non morire né fisicamente né spiritualmente.
Benché Foscolo visse in un società europea uscita dall’illuminismo riformato e all’inizio della formazione dei nuovi stati nazionali, io, Biagio Carrubba, credo che Foscolo avesse una visione di vita elastica, flessibile e aperta agli ideali della libertà e degli altri e non credo che avesse una Weltanschauung rigida e gerarchica della società e degli uomini. Questa visione aperta di Foscolo della società e il suo amore per l’Italia sono dimostrati dal suo esilio in Inghilterra. Io, Biagio Carrubba, credo che Foscolo sia rimasto sempre un esule, un apolide e un trasgressivo come dimostra tutta la sua vita di infaticabile peregrino per amore della sua libertà personale e patriottica. Credo che Foscolo ebbe un carattere ribelle per indole, per sogno e per idealità.