ANALISI DELLA POESIA VEGLIA

ANALISI DELLA POESIA VEGLIA

ANALISI DELLA POESIA VEGLIA DI UNGARETTI

Giuseppe Ungaretti – Veglia
Testo poetico Note
Un’intera nottata                intera sottolinea l’orrore di quella lunga vicinanza forzata;
buttato vicino

a un compagno

massacrato              

buttato indica la necessità del poeta di rimanere immobile vicino al compagno morto, forse per evitare di essere colpito da una pallottola;

massacrato sottolinea l’atrocità di quella morte;

con la sua bocca              
digrignata                     digrignata mostra lo stravolgimento della bocca, dovuto ai denti serrati in un ghigno deformante;
volta al plenilunio            rivolta verso la luna piena. L’indifferenza della luna che illumina la scena crea un forte contrasto con la

scena stessa;

con la congestione             è il gonfiore provocato dal sangue accumulatosi;
delle sue mani                
penetrata

nel mio silenzio           

ho scritto                      lettere piene d’amore.

le mani livide del compagno morto penetrano quasi nell’anima del poeta (“nel mio silenzio”) che reagisce

scrivendo lettere d’amore. Di fronte alla tragica

realtà della morte, il poeta si ribella attaccandosi

istintivamente alla vita.

Non sono mai stato              tanto attaccato alla vita. questa strofa riafferma l’amore per la vita, ma il tono è pacato, non più aspro come in precedenza.
                      

Cima Quattro il 23 dicembre 1915

      

Tratta da “Allegria di naufragi” del 1919, confluita ne “L’Allegria” nel 1931.

Il titolo della raccolta (allegria) allude al fatto che l’uomo, pur travolto dal dolore, è pronto a riprendere il cammino, come un naufrago che intravede la salvezza; il senso della vita appare più forte di quanto non possa esserlo quello della morte.

Il poeta si trova sul fronte carsico, durante la Prima guerra mondiale, dove combatte nella fanteria come volontario. Coricato nel fango, in trincea, Ungaretti, per tutta una notte, ha come compagno un soldato massacrato, con il volto deturpato da una morte violenta, atroce.

Mentre rivive lo strazio di quella morte, il poeta avverte un prorompente, istintivo desiderio di ancorarsi alla vita, quasi un senso di ribellione alla crudeltà del destino.

Il linguaggio nudo, scarno, essenziale, sottolinea, con il suo ritmo lento, la disumanità della situazione, ma anche la riscoperta della vita.

Le “poesie di trincea” sono una sorta di diario intimo, in quanto ognuna reca la notazione del luogo e della data di composizione.

 

TEMA PRINCIPALE

Attaccamento alla vita, che diventa tanto più forte quanto più si avverte la consapevolezza della fugacità dell’esistenza.

CARATTERISTICHE FORMALI

 

Metro: versi liberi.

  • I versi sono di vario ritmo (settenari, senari, quinari, quadrisillabi), raggruppati in due strofe di diversa lunghezza;
  • gli a capo sono frequenti e fuori di ogni regola e sembrano obbligare la voce a sostare nella lettura, quasi a scandire;
  • manca la punteggiatura;
  • l’isolamento grafico di poche parole negli spazi bianchi esprime la volontà di riscattare la parola dal logorio quotidiano per restituirle l’originaria importanza;
  • la struttura sintattica è sorretta dai participi passati buttato, massacrato, digrignata, volta, penetrata) fino ai passati prossimi ho scritto e non sono mai stato: questa particolare sintassi, quasi a segmenti costituisce una forma di espressionismo poetico;
  • il linguaggio poetico è frammentario, scarno, essenziale e richiede al lettore una forte partecipazione interiore nell’interpretare il testo.

 

messaggio ermetico

 Questo è contenuto nel primo verbo: buttato. L’autore con una sola parola estremamente semplice è riuscito a dimostrare e a farci comprendere il suo stato d’animo e le sue sensazioni. Si è sentito vecchio, scartato e inutilizzato dall’intera società; probabilmente non era consapevole che l’unica vera colpevole, di tali sentimenti, fosse la guerra. Così Ungaretti in una sola parola ha costruito un paragone: lui buttato nel fango come uno straccio usato. In molte altre occasioni utilizza termini che costituiscono un intero verso. E’ una dimostrazione dell’ermetismo: ogni singola parola cela un significato nascosto.