ANALISI DEL TESTO PENSACI GIACOMINO

ANALISI DEL TESTO PENSACI GIACOMINO

Commedia di Luigi Pirandello


Pensaci, Giacomino è una novella di Luigi Pirandello pubblicata nel 1910 e appartenente alla raccolta “Novelle per un anno”.

Il protagonista, Agostino Toti, è un professore di liceo, settantenne e da poco in pensione,egli è da poco sposato con Maddalena, figlia del bidello della scuola in cui egli insegnava. Egli era molto più anziano della donna, è consapevole che Maddalena non avrebbe mai potuto amarlo realmente, tuttavia decide [attenta alla consecutio temporum: hai iniziato con il presente come tempo narrativo principale] di prenderla in sposa per farle beneficiare della sua pensione e della sua eredità. Egli con questo gesto dichiara che vuole solo fare del bene, non ha secondi fini. Infatti ben presto decide di aiutare anche un suo vecchio studente, Giacomino. In primo luogo, gli fa avere un posto di lavoro presso la Banca Agricola, grazie al quale guadagna una buona somma di denaro; in secondo luogo, gli permette di avere rapporti con la sua giovane moglie Maddalena, dalla quale in seguito avrà un figlio, Ninì.
Il figlio causa scandalo in paese perché tutti sanno che non è un figlio legittimo del Toti, ma Agostino non si preoccupa. La felicità familiare è rotta quando la sua giovane moglie  si dimostra disperata da tre giorni. Innervosito e preoccupato, il professore decide di uscire con il bimbo di due anni per andare dritto a casa di Giacomino a chiedere spiegazioni. Arrivato a casa di Giacomino, Agostino fatica a entrare poiché la sorella del giovane, Amanda, non glielo permette. Non appena riesce a parlare con il ragazzo, Giacomino confessa di avere una relazione con un’altra donna e dichiara di voler rinunciare a tutti i benefici ricevuti da di Agostino per lei. Il professore non riesce ad accettare la decisione del giovane, allora lo minaccia: gli dice che se non cambia la sua decisione, egli stesso andrà con il bambino dalla sua nuova ragazza e lo farà licenziare dalla Banca. Detto questo, Agostino si avvia verso la porta per tornare a casa dandogli tre giorni di tempo per decidere e dicendo: “Pensaci, Giacomino! Pensaci!”.

La novella inizia descrivendo la situazione in casa del signor Toti, per poi passare alla descrizione delle “opere di bene” compiute dal professore: il matrimonio con Maddalena, l’aiuto a Giacomino e la loro relazione. In questa prima parte Pirandello delinea la forma costruita dal Toti, mentre nella prosecuzioni la forma è distrutta dalla sua stessa immobilità, infatti la narrazione Infine riprende la situazione attuale della sua famiglia, sviluppandola, fino ad arrivare alla fine della novella. Per questo motivo, nella novella, l’intreccio non coincide con la fabula.
I personaggi non sono molti: Agostino Toti, il protagonista, Maddalena, giovane moglie del professor Toti e Giacomino, ex alunno del professore, sono i personaggi principali. Inoltre, vi sono altri due personaggi secondari: Ninì, bambino nato dalla relazione tra Maddalena e Giacomino, e Amanda, sorella di Giacomino, riconoscente ad Agostino, ma che si vergogna della situazione creatasi.
La vicenda è raccontata da un narratore esterno a focalizzazione interna, che spesso narra dal punto di vista del professore Agostino Toti.
Nella prima parte della novella, il narratore, introduce la situazione familiare attuale e racconta del passato. Nella seconda parte, in cui Agostino decide di andare a parlare con Giacomino, è presente il dialogo tra il professore e l’ex alunno, nella casa di Giacomino e della sorella.
La lingua utilizzata da Pirandello è molto semplice e comprensibile: egli utilizza uno stile né troppo basso, né troppo alto, in modo da non rendere scadente la novella ma nemmeno renderla comprensibile solo per pochi. Nel dialogo tra il giovane e il suo ex professore, si possono notare le loro idee in netta contrapposizione. Agostino non accetta che il ragazzo rinunci a tutto, vuole obbligarlo a proseguire la sua vita come era in passato, avendo reazioni come: “Non abbiamo più bisogno di nessuno, eh? Ma se io volessi farlo per mio piacere? Caro mio, ma se non debbo più curarmi di te, di chi vuoi che mi curi io? Sono vecchio, Giacomino!”
Dalle reazioni del professore alle parole di Giacomino, si capisce che l’abbandono del ragazzo, distruggerebbe gli ideali e i punti fermi che il professore si era ormai creato, e lo si può notare nel testo: “E… e… e si lascia tutto… così… e… e non si pensa più a… a nulla… non si… non si tien più conto di nulla…”. I frequenti puntini di sospensione, ci danno l’idea di quanto il signor Toti ci sia rimasto male, non capendo le azioni di Giacomino.
Al contrario, il giovane, non capisce il comportamento del vecchio, considerandolo quasi un pazzo, facendogli domande come: “Ma lei piuttosto, professore, scusi, lei, lei, come può parlare così? Ma dice sul serio?”.
Il dialogo termina con la minaccia del professore, senza comunicarci come finisce la vicenda. In questo modo, ognuno può avere la propria opinione sull’eventuale finale.

Il professor Toti rispecchia chiaramente la poetica di Pirandello. In essa, è fondamentale la differenza tra comico e umoristico. L’umorista, secondo l’autore, è in grado di scomporre la realtà tramite la riflessione. È in grado di andare oltre l’apparenza e quindi oltre la maschera. Nel caso della novella, il lettore deve essere in grado di capire Agostino Toti, di capire la sua realtà drammatica e di non fermarsi alla maschera sociale che gli altri considerano. Egli è infatti considerato da tutti comico e grottesco date le sue azioni passate.  Il popolo non comprende la realtà delle cose, confonde la maschera e la forma, giudicando e ridicolizzando il professore.
Le parole del narratore “Ridano, ridano pure di lui tutti i maligni! Che risate facili! che risate sciocche! Perché non capiscono… Perché non si mettono al suo posto… Avvertono soltanto il comico, anzi il grottesco, della sua situazione, senza saper penetrare nel suo sentimento!… Ebbene, che glie n’importa? Egli è felice.” rendono chiaramente la poetica di Pirandello in questa novella.

Il concetto di Pirandello può essere considerato anche un problema attuale. Spesso al giorno d’oggi ci si ferma all’apparenza e, senza conoscere a fondo la verità, si giudica. È molto importante andare oltre la maschera delle persone, conoscerle nel profondo e aiutarle, piuttosto che giudicarle.