ALESSANDRO MANZONI LA PENTECOSTE

ALESSANDRO MANZONI LA PENTECOSTE

ALESSANDRO MANZONI LA PENTECOSTE

ALESSANDRO MANZONI


L’Inno sacro è diviso in tre grandi parti: la prima parte va dal verso 1 al verso 48; la seconda parte va dal verso 49 al verso 80; la terza parte va dal verso 81 al verso 144. Nella prima parte Manzoni elenca le virtù eternamente valide della Chiesa operosa di Cristo. La Chiesa è la Casa del Dio vivente; è il campo di coloro che sperano nella salvezza di Cristo; è la madre che educa alla santità; è l’immagine della città di Dio; è la custode eterna del sangue sempre vivo, perché rinnovato continuamente nell’Eucarestia; è l’istituzione sacra che da tanti secoli soffre, combatte e prega per i credenti e fedeli a Cristo. L’Inno sacro inizia con tre grandi interrogativi retorici che riportano la Chiesa al suo atto di fondazione e la descrivono atterrita dalla sua stessa debolezza, nascosta nel Cenacolo fino al cinquantesimo giorno dopo la Resurrezione di Cristo quando lo Spirito Santo discese sugli apostoli. Lo Spirito Santo collocò la Chiesa sopra un monte, accese la luce della fiaccola come luce dei popoli e diede agli apostoli le parole della loro predicazione. Essi iniziarono la loro predicazione e furono compresi dagli altri popoli e per miracolo ogni popolo capì il nuovo messaggio dei vangeli ognuno nella sua lingua.
Nella seconda parte dell’Inno sacro Manzoni si rivolge a tutti i pagani, i miscredenti e atei della terra e li implora ad ascoltare il messaggio di Cristo; si rivolge alle giovani spose che daranno alla luce i propri figli in un’età più felice rispetto ai tempi del paganesimo. Voi giovani spose partorienti non invocate la falsa Dea pagana, perché vostro figlio è protetto e salvaguardato da Dio. La schiava non deve aver nessun timore né per sé né per i suoi figli perché Cristo con la sua morte ha riscattato tutti gli uomini dal peccato e li porterà con sé nel regno di Dio. Il messaggio di Cristo annunzia una nuova libertà e un’umanità nuova; annunzia una nuova conquista spirituale e una nuova gloria; annunzia una nuova pace e una nuova fede che i miscredenti possono deridere, ma distruggere nei credenti e nei fedeli di Cristo.
Nella terza parte dell’Inno sacro Manzoni inizia un lunga invocazione affinché lo Spirito Santo ritorni di nuovo sulla terra per rinnovare e rinvigorire la fede ai credenti. Tutti i fedeli e i credenti di Cristo invocano una nuova discesa dello Spirito Santo affinché riporti pace e una nuova giustizia sulla terra fra tutti gli uomini. Tutti i credenti, ovunque si trovino, sono uniti di cuore nel nome dello Spirito Santo e tutti insieme lo implorano per essere benevolo sia nei confronti dei credenti sia dei miscredenti; lo implorano affinché ridiscenda, rigeneri e rianimi i cuori abbattuti dal dubbio e dallo scetticismo, cosicché Dio sia la ricompensa divina per tutti i vinti dalla fede. Lo Spirito Santo deve ridiscendere affinché dia pensieri che non dovranno essere rifiutati nel giorno della morte; lo Spirito Santo deve alimentare i suoi doni continuamente, come il sole alimenta e dà calore al fiore, il quale senza la luce del sole morirebbe e cadrebbe sull’erba. L’umanità implora lo Spirito Santo affinché ritorni di nuovo e sia piacevole alito nei tristi pensieri dell’infelice, sia terrore nei pensieri gonfi del violento, sia uno sgomento che insegni la pietà. Grazie allo Spirito Santo il povero potrà guardare Dio e potrà gioire perché gli somiglia; il ricco potrà donare al povero con un atteggiamento amico e potrà far accettare l’elemosina al povero senza fargliela pesare, anzi rendendola gradita. Nelle due strofi finali Manzoni, in un crescendo di implorazioni, invoca l’aiuto dello Spirito Santo per l’intera umanità, rappresentata nelle varie fasce d’età. Nel cristianesimo ecumenico del poeta ogni uomo ha bisogno dell’intervento benefico dello Spirito Santo, affinché trovi forza e serenità in ogni fase della propria vita. Sii, o Spirito Santo, nel sorriso dei bambini, diffondi il rossore nel viso delle fanciulle, invia le gioie interiori alle suore, consacra il casto amore alle giovani spose; tempra l’ingegno dei baldanzosi giovani, sorreggi i saggi propositi degli uomini, abbellisci i vecchi di lieti desideri; risplendi nello sguardo incerto e smarrito di chi muore nella speranza della salvezza eterna da parte di Cristo.
In sintesi ecco lo schema sintetico dell’inno sacro: vv 1- 28: Chiesa Attuale; vv 29 – 40: Chiesa nascente e situazione incerta e insicura della Chiesa nascente senza lo Spirito Santo; vv 32 – 48: discesa dello Spirito Santo sugli apostoli e il suo primo miracolo; vv 49 – 64: cantuccio del poeta nel quale si rivolge direttamente ai pagani e alle donne schiave che non devono rivolgersi alla dea pagana ma ormai a Dio perché ha promesso l’uguaglianza tra tutti i figli di Eva; vv 73 – 80: messaggio salvifico dei vangeli degli apostoli; vv 81 – 144: invocazione di Manzoni allo Spirito Santo per scendere di nuovo sulla terra per dare coraggio e speranza all’umanità nella salvezza eterna.